“CONTINUANO A SFILARE NELL’AULA BUNKER” i testimoni dell’accusa dell’operazione “Revenge”, l’ormai noto blitz antimafia che avrebbe consentito di sgominare, secondo l’accusa, il cosiddetto “clan dei gaglianesi”

CATANZARO - Continuano a sfilare nell’aula bunker i testimoni dell’accusa dell’operazione “Revenge”, l’ormai noto blitz antimafia che avrebbe consentito di sgominare, secondo l’accusa, il cosiddetto “clan dei gaglianesi” e le loro ramificazioni sul territorio, oltre a svelare le attività illecite. Davanti al Tribunale in composizione collegiale (presidente Camillo Falvo, a latere Antonio Saraco e Assunta Maiore, cancelliere Alfonso Laborioso) sono comparsi tre agenti di polizia giudiziaria che effettuarono le indagini. Altri due, che dovevano essere sentiti ieri, si dovranno presentare ala prossima udienza. Uno di loro, tra l’altro, è stato “multato” dal presidente del Tribunale per non essersi presentato nelle precedenti udienze. Subito dopo, quasi a sorpresa, l’imputato Lorenzo Iiritano, alias “A ditta”, 49 anni, difeso dagli avvocati Chiodo e Ludovico, ha deciso di essere interrogato per chiarire la sua posizione, spiegare le ragioni della non colpevolezza e delle intercettazioni che lo riguardano. L’uomo è accusato di aver posto in essere con altri imputati delle estorsioni ai danni di alcune persone. Infine gli avvocati Bova, Sgromo, Chiodo e Ludovico hanno chiesto al giudice l’alleggerimento della misura cautelare per i loro assistiti. Il Tribunale si è riservato la decisione. Stilato anche un calendario delle prossime udienze: si prosegue il 12 agosto con l’escussione degli ultimi testi dell’accusa per poi proseguire il 10, 11, 12 e 15 settembre. Il collegio difensivo è composto, tra gli altri, dagli avvocati Maria Aiello, Piero Chiodo, Salvatore Statiano, Antonio Sgromo, Francesco Severino, Antonio Ludovico, Antonio Chiarella, Concetta Nunari, Francesco Catanzaro, Vincenzo De Caro, Nicola Cantafora, Arturo Bova e Anselmo Mancuso.

GAZZETTADELSUD



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