“scoperto bunker - rifugio nelle campagne di stilo” - Il rifugio, situato in una zona impervia e difficilmente accessibile, consiste in un anfratto ricavato dallo scavo della roccia, la cui entrata era oculatamente celata dalla vegetazione.

REGGIO CALABRIA - Sono trascorsi oltre 20 anni dal sequestro di Cesare Casella, lo studente di Pavia sequestrato dalla ndrangheta a Pavia il 18 gennaio 1988 e rilasciato presso Natile di Careri, il 30 gennaio 1990, dopo il pagamento di un riscatto di un miliardo di lire

Il giovane Casella è stato vittima di uno dei più lunghi sequestri di persona a scopo di estorsione mai avvenuti in Italia. Ai tempi le ‘ndrine del triangolo di Platì e dell’area grecanica concentravano la loro attenzione, quasi esclusivamente, nel “business” dei sequestri di persona. Tale attività garantiva all’organizzazioni introiti miliardari, attraverso la sottrazione brutale alla vita civile di familiari e facoltosi imprenditori del nord Italia.

Il sequestro Casella canalizzò l’attenzione dei mass-media verso la Locride, grazie soprattutto al coraggio di Angiolina Montagna (madre di Cesare), che nel giugno 1989 si recò nella Locride manifestando nelle chiese e nelle piazze, per la liberazione del figlio e un maggior intervento da parte dello Stato.

Stamane, nel corso di una operazione di rastrellamento del territorio, i carabinieri della Compagnia di Roccella Jonica e dello Squadrone Cacciatori, coordinati dal Gruppo di Locri, hanno individuato un rifugio nelle campagne di Stilo, borgo antico che si inerpica nella Locride.

Il rifugio, situato in una zona impervia e difficilmente accessibile, consiste in un anfratto ricavato dallo scavo della roccia, la cui entrata era oculatamente celata dalla vegetazione. All’interno della “caverna” sono stati rinvenuti letti, posate e bombolette di gas per cucinare, in avanzato stato di degrado, oltre ad un’immagine sacra dei Santi Cosimo e Damiano ed a ritagli di stampa risalenti al 1989 riguardanti proprio il sequestro di Casella.

Il materiale ritrovato all’interno del rifugio verrà inviato, nelle prossime ore, ai carabinieri del Ris di Messina per essere sottoposto ad esami di carattere tecnico-scientifico.

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