” BRUCIA LA CASA DI DIECO” -    I primi ad accorgersene sarebbero stati dei vicini, intorno alle 23. Gente del posto che ha subito avvertito i genitori di Antonio Di Dieco, che da cinque anni collabora con la giustizia

CASTROVILLARI -  «Brucia la casa di Di Dieco». I primi ad accorgersene sarebbero stati dei vicini, intorno alle 23. Gente del posto che ha subito avvertito i genitori di Antonio Di Dieco, che da cinque anni collabora con la giustizia. C’è la firma dolosa dietro quelle fiamme. Lingue di fuoco che, ieri sera, hanno danneggiato il portone e una delle finestre della villa del pentito. La lussuosa residenza sorge in contrada Vigne, alle porte di Castrovillari. Ed è lì che oscuri incendiari si sono introdotti cospargendo, versosimilmente, con del liquido infiammabile la porta d’ingresso dell’abitazione. La casa non è più abitata da quando Di Dieco, nel 2003, decise di “saltare il fosso”. I genitori ed alcuni familiari dell’ex boss sono accorsi immediatamente e si sono adoperati personalmente nello spegnimento del rogo in attesa dell’arrivo dei vigili del fuoco. Sul posto è intervenuta anche una Volante del Commissariato cittadino. Gl’investigatori del vicequestore Giuseppe Zanfini hanno avviato le prime indagini in collaborazione con i colleghi della Mobile di Cosenza, guidati dal vicequestore Fabio Ciccimarra. Oggi, probabilmente, i detective della polizia ritorneranno nella villa alla ricerca di prove di quella matrice dolosa di cui gli agenti sembrano essere convinti.

Antonio Di Dieco venne arrestato nel novembre del 2002 dalla Dia nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal pm antimafia Eugenio Facciolla. Dopo qualche mese, cominciò a collaborare con il magistrato antimafia fornendo particolari sui fatti di ‘ndrangheta più rilevanti in tutta la Calabria.

ARTICOLO GAZZETTA DEL SUD



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