NDRANGHETA - LA CORTE D’APPELLO ORDINA LA CONFISCA DEL PATRIMONIO DI ANTONIO TRIPODI
GIUSTIZIA, NDRANGHETA TODAY 15 Luglio 2008
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“lotta alla ndrangheta, il provvedimento eseguito dal gico” - I militari del Gico del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Catanzaro hanno eseguito nei suoi confronti un provvedimento di confisca di beni emesso dalla Corte d’Appello di Catanzaro. |
VIBO VALENTIA - Era stato coinvolto nell’operazione antimafia denominata Dinasty Affari di famiglia. Arrestato, processato e condannato in primo e secondo grado. Giuseppe Antonio Tripodi, 51 anni, imprenditore, secondo gli investigatori personaggio vicino alla cosca Mancuso di Limbadi, è stato ritenuto responsabile di associazione di stampo mafioso.
I militari del Gico del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Catanzaro hanno eseguito nei suoi confronti un provvedimento di confisca di beni emesso dalla Corte d’Appello di Catanzaro. Provvedimento che è stato adottato il 30 giugno scorso al termine di una breve camera di consiglio.
Il valore del patrimonio immobiliare ammonta, secondo una stima effettuata dagli esperti del Gico, a un milione e 400mila euro. I beni posti “sotto chiave” sono costituiti da quattro automezzi, ventisette rapporti bancari/postali, due società operanti nel settore dell’edilizia con sede a Zambrone, varie quote di possesso relative a undici unità immobiliari di cui due ubicate a Soresina, in provincia di Cremona. E proprio nella cittadina lombarda Tripodi, insieme ad altri, sarebbe stato al centro di vicende di usura le cui vittime in un primo momento hanno denunciato tutto agli uomini del Gioco di Milano e, successivamente, al momento di testimoniare davanti ai giudici del Tribunale dove si svolgeva il processo a carico degli imputati, hanno ritrattato quanto in precedenza raccontato al punto che loro dichiarazioni sono state contestate a più riprese in aula dal pm Marisa Manzini.




































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