OPERAIO DICIANNOVENNE MORÌ NEL CANTIERE CONDANNATO A SEI MESI IL DATORE DI LAVORO
COSENZA NOTIZIE 15 Luglio 2008
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“IL GIUDICE HA TRASMESSO GLI ATTI PER LE NUOVE INDAGII” - La tragedia arrivò all’improvviso il 14 luglio di due anni fa. Giuseppe Capalbo, 19 anni, di Rose, operaio, morì sotto un costone di roccia che si staccò all’improvviso |
COSENZA - La tragedia arrivò all’improvviso il 14 luglio di due anni fa. Giuseppe Capalbo, 19 anni, di Rose, operaio, morì sotto un costone di roccia che si staccò all’improvviso. Ieri, in Tribunale, il giudice Gianfranco Grillone ha condannato a sei mesi (con pena sospesa) il datore di lavoro N. G., 32 anni, di Acri (difeso dagli avvocati Saverio De Bartolo e Franco Sammarco).
Inoltre, il giudice ha pure trasmesso gli atti al pm Roberta Conforti per verificare la posizione di altre persone che potrebbero avere avuto delle responsabilità nella morte del giovane. In attesa dei nuovi sviluppi, la richiesta del riconoscimento di una provvisionale, proposta dal patrono di parte civile (l’avvocato Domenico De Maio) è stata per adesso rigettata. Capalbo stava lavorando all’interno d’un cantiere edile di via Gentile, a Montalto Uffugo, quando, all’improvviso venne travolto da una massa di terra morendo soffocato. Il giovane, operaio di un’impresa di Acri stava lavorando allo scavo delle fondamenta di un edificio residenziale. Immediato il soccorso prestatogli dai compagni di lavoro che, tuttavia, non poterono far altro che constatarne il decesso. Sul posto, appena scattato l’allarme, intervennero i carabinieri della compagnia di Rende. Con loro pure i sanitari del servizio del 118.
Ieri, dunque, la definzione del giudizio di primo grado contro il quale la difesa, in attesa di conoscere le motivazioni della sentenza, ha già preannunciato ricorso.




































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