” I NEGLIZI E MR.TUCA INFUOCANO LA SECONDA SERATO DEL DEMOFEST” - Nel “Villaggio” gli stand dei volontari per la prevenzione di tossicodipendenze e malattie sessuali

LAMEZIA TERME - «Se il mondo fosse come l’orchestra di Piazza Vittorio sarebbe perfetto». L’ha detto Pap Yeri Samb che suona il tamburo djembe in questa band, che prende il nome dalla famosa piazza romana, luogo di passaggio e di convivenza per tante razze. Sedici musicisti differenti tra loro per origini, strumenti, esperienze, ma tutti insieme per suonare e reinventare i suoni del mondo con una nuova energia, perché «la musica rende felici».

E quella arrivata su corso Numistrano nella seconda serata del “Demofest” che s’è concluso ieri notte col rapper Fabri Fibra è stata ricca di suggestione e veicolo di un messaggio importante: viviamo in paese multietnico e ci muoviamo rapidamente verso la fusione delle razze. Tanti infatti i gruppi che hanno partecipato alla serata di venerdì, composti da giovani provenienti da diverse parti del mondo.

I Neglizi e Mr Tuca, che hanno passato la seconda selezione, sono nati dall’incontro di due giovani emigranti albanesi con dei musicisti fiorentini e anche marocchini. Nei loro testi si parla delle bande di Valona, di come la loro terra sia stata sfruttata dalle multinazionali e come le aspettative di soggiorno possano condizionare i rapporti personali e la realizzazione dei propri sogni. Il loro genere musicale è misto, un po’ di hip hop, crossover, etnico, con grande importanza ai contenuti.

Completamente diverso il gruppo La Fame di Camilla, che ha portato sul palco testi liricheggianti, a tratti letterari, ma anche diretti, nudi nell’espressione immediata dei sentimenti. Perché questo nome? Spiegano che nasce «da un concetto di Feuerbach: l’uomo è ciò che mangia e noi ci nutriamo di musica». E ancora: «I ragazzi si legano spesso ad aspetti banali della vita, noi vogliamo far arrivare le nostre emozioni a tutti, sfruttando anche nuovi canali, come internet per esempio, questo affascinante mezzo di comunicazione che ci consente di arrivare in qualunque parte del mondo».

Web come potente canale di distribuzione? Perché no, dicono Michael Pergolani e Renato Marengo, ideatori e conduttori della trasmissione “Demo l’Acchiappatalenti”, programma quotidiano di Rai Radiouno. «Il cd è finito», sottolineano i due organizzatori, «per rivoluzionare il mercato è necessario modificare anche le modalità di commercializzazione. I consumatori devono avere la possibilità di comprare anche solo un brano, e con internet possono farlo».

La manifestazione ha dato spazio a generi differenti e visto calcare la scena a un gruppo come le Applejuice & Le Sbarelline che, con i loro abiti e melodie da Minnie, hanno ricreato un’atmosfera anni Cinquanta. Interpretazioni rivisitate con molto humor per canzoni frizzanti.

Musica elettronica e hip hop per i Dirty Candy, che vogliono solo divertire ma non risparmiano duri colpi allo strapotere delle case discografiche. I Rio Mezzanino hanno regalato un sound molto profondo, «contaminato da accenti western, per ricreare un’atmosfera cinematografica con ritmi di frontiera che sa di vento, polvere e cavalcate».

Sul palco anche Jolaurlo, interprete pulp rock: un linguaggio musicale differente, che abbraccia gusti e attitudini del pubblico più vario.

Musica e non solo questo è il Demofest, che vanta una serie di iniziative che fanno da corollario a questa grande kermesse. Un infopoint del Sert fornisce chiarimenti sui rischi di alcol e droghe, come ci ha spiegato la responsabile Mirella Samele che ai giovani dice: «Ci sono soluzioni per tutto, da noi trovate le giuste indicazioni».

Purtroppo ha sottolineato Annalisa Spinelli, responsabile dell’unità operativa di educazione sanitaria del dipartimento di prevenzione di Lamezia, i ragazzi di oggi hanno «un’errata percezione del rischio. Sanno a cosa vanno incontro perché informati dai media, ma non pensano ai danni irreversibili sul lungo periodo. Questo non vale solo per le droghe, ma anche per le malattie sessualmente trasmissibili o i disturbi alimentari».

I volontari delle strutture forniscono tutte le indicazioni, distribuendo gratuitamente opuscoli ma anche profilattici, test etilici. Le interviste del Demo andranno in onda anche sul Web «per arrivare ai giovani che passano molto tempo in rete, e far arrivare un messaggio importante: informarsi può salvare la vita».

GAZZETTA DEL SUD



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